LO
STUDIO

LO STUDIO DESIGN

Paola Ascari e Alberto Zattin, partner nella vita e nella professione, dopo aver sperimentato in ambiti differenti il tema della progettazione e della creatività fondano nel 2003 LO STUDIO.

LO STUDIO sviluppa progetti integrando direzione artistica e creativa, grafica, architettura, exhibit design, progettazione d’interni e design di prodotto interpretando il progetto in senso umanistico, come azione coordinata di persone e discipline, nella convinzione che la creatività sia un atto plurale e condiviso.

Le collaborazioni professionali spaziano negli ambiti più differenti: dalla nautica (Ferretti Group) alla moda (Salvatore Ferragamo e Twin Set) al design industriale (Davide Groppi, DA A Italia, Brix) alla progettazione di installazioni artistiche site specific e light design.

LO STUDIO ha maturato una profonda esperienza nell’industria ceramica con Casamood e il gruppo Florim per i quali ha ricoperto ruoli legati alla direzione creativa e al design del prodotto.

ADI BOOTH DESIGN AWARD per l’architettura del padiglione espositivo di M+ / CERSAIE 2019

M+ Primal - LO STUDIO + Massimo Nadalini

design LO STUDIO + Massimo Nadalini

M+ Primal - LO STUDIO + Massimo Nadalini

Primal è una collezione in grès porcellanato smaltato, adatta all’uso a pavimento e rivestimento per interni e esterni, ha uno spessore di 10 mm ed è disponibile in 5 colori nel formato 90×90 cm e in 3 colori nel formato 60×120 cm.

Primal è caratterizzato da una superficie non perfettamente regolare e da una estetica in seminato, la cui distribuzione disomogenea e i cambi di tono sono voluti. La disposizione random del materiale garantisce la massima naturalezza della superficie.

design Massimo Nadalini

M+ CRACK! - LO STUDIO + Massimo Nadalini

Il mosaico diventa superficie senza soluzione di continuità, quando le tessere e il giunto costituiscono un unico pattern che supera la lettura del foglio.

Tagli di materia dalle geometrie fuori squadro entrano in un casellario regolare dove i giunti scandiscono il ritmo dello sguardo.

CRACK sposta in modo deciso il punto di vista dalle tessere alla griglia che le contiene, raggiungendo la continuità attraverso un dialogo tra contenitore e giunto.

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